NORVEGIA On the Road

Premetto che il dono della sintesi non mi appartiene, raccontare un viaggio simile non è semplice, ma cercherò di fare del mio meglio. Vi ringrazio in anticipo per l’attenzione e spero possiate trovarlo interessante.

Era più di un anno che desideravo partire alla volta del grande Nord e dopo esserci per molto informati ma soprattutto attrezzati, l’estate 2019 concretizzò quello che sarebbe stato il “viaggione”. Il mio compagno, la nostra auto e la tenda sono stati gli elementi fondamentali di questa avventura che ci hanno visto impegnati per ben 17 giorni. La sera precedente alla partenza vi confesso che l’emozione ed anche un pizzico di agitazione facevano da cornice a quello che dovevano essere poche ore di sonno.

Giorno 1: 10 agosto, ore 4:00 del mattino e partenza da Civate (piccolo comune del lecchese) in direzione Amburgo. Dopo aver attraversato tutta la Svizzera, una piccola parte dell’Austria e da sud a nord tutta la Germania, in 15 ore di guida abbiamo raggiunto la città portuale di Amburgo che ci ha accolto all’imbrunire. Dopo aver sistemato le nostre cose nella struttura che ci ha ospitato per la prima notte, abbiamo raggiunto il centro storico per una tipica cena a base di stinco con patate e birra. Serata che si è conclusa abbastanza in fretta perchè eravamo molto stanchi, giusto il tempo di una passeggiata lungo i canali e di scattare qualche foto.

Giorno 2: La sveglia è suonata all’alba ed in pochissimo tempo saliamo a bordo della nostra mitica Fiesta per affrontare l’ultimo tragitto via terra che ci separava dalla Norvegia. In meno di 5 ore abbiamo raggiunto il porto marittimo di Hirtshals dove l’imbarco era previsto per le ore 17, ma qui ci arriviamo dopo. Nell’arco della giornata in Danimarca abbiamo scelto di fermarci a fare visita all’adorabile cittadina di Aarhus (Seconda città della Danimarca per popolazione). In particolare abbiamo visitato il quartiere Møllestien conosciuto per le sue coloratissime case ed il viale di ciottoli. Dopo una rapida pausa pranzo siamo ripartiti per giungere a destinazione. Il tempo non era affatto bello, ma l’ultima cosa che ci aspettavamo era la cancellazione del traghetto. Arrivati puntuali per il check-in ci ha raggiunti l’amara notizia “la nave parte domani” e spiazzati un pò dall’imprevisto, abbiamo scelto di trovare un campeggio vicino al porto dove abbiamo passato la notte. Nonostante il cambio di programma improvviso il camping danese è stata una piacevole scoperta. Ben organizzato ma soprattutto attrezzato, con spiaggia libera a pochi metri ed i cavalli liberi nel bosco circostante.

Møllestien
Hirtshals Fyr

Giorno 3: Ore 9:00, la nave è salpata in perfetto orario. Non mi sembrava vero ma finalmente stavamo per raggiungere la mia amata Norvegia! Lasciando la Danimarca con Fjordline anche quella mattina abbiamo trovato temporale e mare mosso. Se soffrite di mal di mare vi consiglio l’assunzione della xamamina, che aiuta a combattere ogni tipo di malessere. Va presa mezz’ora prima di affrontare la rotta. (Noi l’abbiamo trovata molto utile se non indispensabile ed abbiamo viaggiato benissimo) Dopo circa 4 ore di navigazione nel Mar del Nord abbiamo raggiunto Langesund. Finalmente mettiamo piede su terra norvegese. Emozione grandissima ma durata ben poco, perchè ci siamo messi subito alla guida per affrontare le prime 5 ore e raggiungere come prima tappa, la cittadina di Stavanger. Una volta arrivati abbiamo trovato subito accoglienza presso lo Stavanger Camping, a mio avviso un signor campeggio. Pulitissimo, ordinato ed attrezzato. Abbiamo trovato una reception accogliente con zona comune e wifi, bagni molto grandi con docce pulite ed acqua calda, locale cucina con forno e fuochi per la cottura e locale lavanderia con lavatrici ed asciugatrici. Inoltre dispone di una grande piscina esterna e di una pista ciclabile al suo interno, che delimita un grande lago all’interno della zona verde circostante. Insomma vi confesso che io, da amante del campeggio, me ne sono subito innamorata. Peccato solo che la nostra permanenza è durata una sola notte.

Tratta Danimarca – Norvegia

Giorno 4: Ci siamo svegliati molto presto per smontare la tenda e fare una ricca colazione, che ha preceduto il trekking alla famosa Preikestolen. Anche se il tempo non prometteva bene, dopo aver preso un piccolo traghetto e percorso 20 minuti in auto, abbiamo raggiunto il punto di partenza dove nasce il sentiero per la Pulpit rock (pulpito di roccia). Il Sentiero è un percorso abbastanza facile di 3,8km per 300 metri di dislivello, che porta a scenari e scorci pazzeschi che si aprono sul sottostante e maestoso Lysefjord. Per chi fosse interessato ad affrontare questa escursione vi consiglio di portarvi acqua sufficiente per buona parte della giornata e cibo veloce come panini e frutta. Ritengo molto importante indossare un abbigliamento tecnico ed una scarpa comoda, che vi permette di camminare sul sentiero che molto spesso è irregolare. L’escursione ci ha impegnato per mezza giornata (per nostra scelta), in quanto abbiamo fatto molte foto e per ore siamo stati ad ammirare la vista che si apre sul fiordo. In serata una volta tornati al parcheggio, dove abbiamo lasciato l’auto, siamo ripartiti per affrontare circa 200km per raggiungere Odda, un’umida vallata circondata da cascate. Questa piccola località ci avrebbe permesso di raggiungere più velocemente, il giorno dopo, il Trolltunga Active.

Preikestolen

Giorno 5: Il navigatore ci ha condotto nei pressi di due grandi parcheggi ed al di fuori di quello che sembrava un negozio di souvenir. E’ il Trolltunga Active invece, un’agenzia per escursioni. Se volete affrontare questa escursione bisogna essere consapevoli di percorrere uno dei trekking più impegnativi della Norvegia. Il percorso è di ben 27km andata e ritorno e con un dislivello di circa 1100 metri. La camminata richiede dalle 10 alle 12 ore di escursione, infatti noi ci abbiamo dedicato tutta la giornata. Abbiamo mosso i primi passi sul sentiero verso le ore 12. Io vi consiglio di partire nella prima mattinata, perchè prima fate ritorno e prima potete usufruire del servizio bus navetta, che puo’ farvi risparmiare gli ultimi 4km di cammino e condurvi più velocemente alle vostre auto. Noi siamo partiti tardi, però d’altro canto non abbiamo trovato troppi turisti in massa una volta raggiunta destinazione. Nonostante la fatica siamo riusciti a goderci il panorama mozzafiato e scattare qualche foto. Portatevi pranzo al sacco ed acqua sufficiente per tutta la durata del trekking perchè lungo il sentiero non troverete nulla, se non due casette per il soccorso dove si può accedere solo in caso di emergenza. La lingua di Troll è stata senza ombra di dubbio la camminata più faticosa ma allo stesso tempo più gratificante della mia vita.

Trolltunga

Giorno 6: Da Odda siamo ripartiti in direzione della cittadina di Bergen che io non vedevo l’ora di vedere. Abbiamo pernottato presso un campeggio, ma questa volta ad aspettarci al nostro arrivo, c’erano due morbidi letti. Dopo aver fatto una bella doccia calda ci siamo preparati per raggiungere il centro dove la prima cena tipica ci stava aspettando. I piatti a base di merluzzo atlantico sono stati qualcosa di speciale. Con la pancia piena abbiamo ripreso la visita di Bergen e ci siamo diretti verso il porto, dove abbiamo visitato il famoso e storico sito di Bryggen. Le luci ed i colori caldi delle casette, hanno creato un’atmosfera suggestiva che sarei rimasta lì per ore in adorazione. Subito dopo abbiamo fatto visita al Mercato del pesce, dove abbiamo provato prodotti tipici locali come la balena affumicata. Purtroppo però la serata è stata interrotta dalla pioggia, che è arrivata all’improvviso e ci ha costretti a tornare in campeggio.

Bryggen

Giorno 7: La mattina seguente siamo partiti per raggiungere in giornata il Geirangerfjord, il signore dei fiordi protetto dall’UNESCO. Non ho capito cosa abbia di così speciale però sicuramente è uno dei paesaggi più affascinanti che la Norvegia può mettere nella sua vetrina. Sul tragitto abbiamo fatto sosta alle pendici del Briksdalsbreen, un ghiacciaio che si può raggiungere con poco più di un’ora di camminata. Non avendo molto tempo a disposizione ci siamo limitati ad ammirarlo dalla valle sottostante. E dopo aver letteralmente valicato una montagna abbiamo raggiunto la culla del fiordo. Voglio segnalare che la destinazione è molto gettonata, nonostante la zona sia abbastanza remota, i turisti arrivano fin qui con le grandi navi da crociera. Se però avete voglia di allontanarvi dal caos della folla, ci sono dei posticini davvero carini da cui ammirare la vista suggestiva. Basta che abbiate voglia di inerpicarvi un pò e vi posso garantire che troverete silenzio e un posto dove ottenere foto super instagrammabili.

Geirangerfjord

Giorno 8: E fu così che ormai arrivati alla metà del nostro viaggio, arrivò il grande giorno. Le fatidiche 16 ore di guida da affrontare erano arrivate. Di quel giorno ricordo ben poco. La cosa più bella però è che durante il tragitto abbiamo attraversato uno dei 5 principali paralleli, il circolo polare artico. Partiti di prima mattina dalla regione del Sunnmøre abbiamo raggiunto nel cuore della notte la cittadina di Bodø nella Norvegia settentrionale. Inoltre abbiamo avvistato un alce che si trovava sul bordo della strada durante la nostra percorrenza. Era enorme ed è stata una grande emozione, in quanto si dice che sia raro vederla. Infine abbiamo trovato subito sistemazione presso un hotel e credetemi che il letto è stato un vero sogno.

Circolo Polare Artico

Giorno 9: Bodø è situata nella contea di Nordland dove nel periodo estivo, tutta la regione settentrionale gode di giornate fatte di molte ore di luce. Alle 4 del mattino arrivò l’alba ed anche se eravamo molto stanchi dal precedente viaggio in macchina, quella mattina ci siamo alzati presto. Abbiamo consumato una deliziosa ed abbondante colazione prima di recarci agli imbarchi del porto. Quella mattina abbiamo preso il traghetto per le Isole Lofoten! Esse sono state il punto in assoluto più a nord d’Europa raggiunto durante questo lunghissimo viaggio. Dopo circa 4 ore di navigazione ci siamo trovati davanti allo spettacolo più straordinario della natura. Le aguzze vette delle montagne ed il mare dal blu più profondo, mi hanno fatto vivere due giorni senza tempo. Mi sembrava di stare sul set cinematografico di un film come il Signore degli anelli. Mi sono sentita estremamente libera a sventolare la bandiera della Norvegia sulle creste della Reinebringen e mi sono sentita molto forestiera a scoprire le antiche tradizioni di quelle terre dall’anima vichinga. Insomma le Isole Lofoten sono stata pura magia.

Isole Lofoten

Giorno 10: Presi dall’indecisione quel giorno abbiamo scelto di annullare il trekking programmato, causa instabilità del meteo. Così abbiamo scelto di esplorare, durante la mattina, il villaggio di Fredvang e dopo un veloce pranzo in spiaggia, nel pomeriggio, abbiamo raggiunto l’incantevole Reine. Avendo poco tempo a disposizione abbiamo preferito concentrarci nell’esplorazione di una zona ben precisa delle isole e quindi possiamo dire di aver scoperto la maggior parte delle bellezze, che Moskenesøya potesse offrirci. Inoltre lo stesso giorno, ci siamo concessi una tipica cena in un ristorante molto carino che vi consiglio (Reine Rorbuer Drift) dove abbiamo provato la zuppa di pesce, con il pescato del giorno e la carne di balena e di alce.

Reinebringen
Fredvang

Giorno 11: Iniziava così la nostra strada per il ritorno verso casa e mentre aspettavamo l’imbarco del traghetto, le emozioni mi hanno letteralmente assalito. Le lacrime segnavano il mio viso perchè io quelle isole proprio non le volevo lasciare. Con la promessa di ritornarci presto e la consapevolezza che il nostro viaggio non era ancora finito, abbiamo ripercorso tutta la strada che abbiamo fatto verso nord fino a raggiungere il capoluogo di Trondheim. Quarta città della nazione e la più settentrionale delle grandi città norvegesi, Trondheim ci ha colpito per il suo spirito vivace fatto di giovani e locali alla moda. Inoltre la cittadina ospita la cattedrale di Nidaros, nonchè la cattedrale gotica e medievale più a nord d’Europa.

Giorno 12: Dopo quasi 5 ore di viaggio scegliamo di raggiungere lo Jotunheimen National Park dove abbiamo trascorso ed affrontato la notte più fredda di sempre. Le temperature massime durante tutto l’arco della vacanza non hanno superato i 15 gradi ed in questo caso siamo stati un pò sprovveduti. Abbiamo montato la tenda vicino agli argini di un torrente dall’acqua gelida ed abbiamo vissuto l’esperienza di campeggio più wild che potevamo fare. Quella notte il termometro ha toccato i -6 gradi e vi confesso che nonostante eravamo molto attrezzati, il freddo è stato pungente. Per fortuna la notte è passata abbastanza in fretta. La mattina successiva lo scenario che si scorgeva fuori dalla tenda era quello simile agli altopiani delle Highlands scozzesi ed il pomeriggio stesso era prevista neve!

Giorno 13: Raggiungiamo finalmente la capitale dopo qualche ora di auto e sotto l’acquazzone che ci ha fatto strada per tutto il tempo. Dopo la gelida notte passata allo Jotunheimen, abbiamo fatto subito una doccia calda nell’ostello che abbiamo scelto per visitare Oslo. Purtroppo non abbiamo visto molto se non la Karl Johans Gate, che non è altro che la via dello shopping. Finalmente dopo giorni di natura selvaggia un pò di civiltà. La nostra visita è stata così breve che non mi sento di esprimere opinioni. Insomma di primo impatto non mi ha particolarmente colpito e trovo che come città non regga il paragone con le altre.

Giorno 14: Ci prepariamo per lasciare definitivamente la Norvegia con destinazione Copenhagen. Salutando la nazione con molta nostalgia, in cuor mio sapevo che questo non sarebbe stato un addio. Quella mattina abbiamo superato il confine svedese ed attraversato tutta la costa sud ovest del paese, passando per Göteborg, Malmö ed il famoso ponte dell’Øresund. Subito un’escursione termica di 15 gradi ci ha travolto e siamo passati da magliette termiche e scarponi ad abiti estivi. Per fortuna in questo caso arriviamo in città nel primo pomeriggio così da poter visitare il cuore pulsante della Danimarca. Ci accorgiamo subito di essere arrivati in una città dallo stile eco e green. Sulla rete stradale dominano le biciclette come stile di vita ed esempio per tutti. La città è molto bella, pulita ed ordinata e ne siamo rimasti letteralmente incantati. C’è una grandissima comunità di giovani, caffè e locali. Il pezzo forte è stato Nyhavn, il porto antico di Copenhagen che è stato senza ombra di dubbio il luogo più suggestivo. Un quartiere coloratissimo grazie alle sue tipiche casette color pastello. Artisti di strada e grandi barconi di legno ormeggiati sul canale sul quale si affaccia. Uno spettacolo da ammirare soprattutto al tramonto. Copenhagen è stata indubbiamente una bellissima scoperta.

Nyhavn – Copenhagen

Giorno 15: Questa giornata passata totalmente in auto ci porta in tarda serata a Norimberga in Germania.

Giorno 16: Dopo la colazione visitiamo la città vecchia all’interno delle sue mura. Scopriamo che Norimberga è stata il fulcro del movimento nazista, dove ancora oggi, sono evidenti le tracce del movimento. Gli ultimi 4 giorni sono stati prevalentemente giorni di spostamenti tra una città e l’altra, pensati per riportarci nel più breve tempo possibile verso l’Italia. Infatti nel pomeriggio del sedicesimo giorno abbiamo raggiunto Bressanone. Qui ci siamo coccolati in un hotel 4 stelle come pausa all’insegna del relax.

Giorno 17: L’ultimo giorno ormai era giunto ma ancora avevamo uno stop da fare, prima di ripartire verso casa, il Lago di Braies. Prima di allora Marco non ci era mai stato ed infatti sono stata molto entusiasta di mostrarglielo. Inutile dirvi che era affollato, considerando il periodo, ma nonostante tutto siamo riusciti a goderci momenti di pace davanti ad uno dei laghi più belli d’Italia.

Questo viaggio per me è stato un sogno che si è realizzato. Ho avuto la possibilità di visitare una terra così remota e che considero la più bella della Scandinavia. Per molti può essere sembrata una vacanza folle, per niente rilassante e addirittura pericolosa nella modalità in cui è stata fatta. Io vi dico che ripartirei subito all’istante e la rifarei così tale e quale. Una volta arrivati nel parcheggio di casa abbiamo tirato le somme dei chilometri e ne abbiamo macinati ben 8.076! Alcune tratte sono state davvero pesanti, ma affrontate quasi sempre con il sorriso, perchè alla fine la stanchezza è stata sempre assorbita dalla gratificazione delle mete raggiunte. Per me non esiste viaggio bello o brutto, ma in questo caso tra tutti quelli fatti fin’ora è stato il più bello della mia vita.

Eleonora

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