francesca marocco

MAROCCO: da Tangeri a Marrakech in agosto

Agosto, dopo un lungo anno di lavoro è giunto anche per me ed il moroso il momento di partire. Questa volta, dopo mille indecisioni sulla meta, abbiamo deciso di partire alla volta del Marocco, terra misteriosa ed affascinante.
In questo articolo vi illustrerò le varie tappe percorse in auto in 10 giorni.

03 agosto: Bergamo – Tangeri – Chefchaouen

Con poco più di un’ora di ritardo, dovuto al grande flusso di viaggiatori e problemi tecnici di Ryanair, arriviamo a Tangeri. Splendida città portuale situata nel nord del Marocco, sullo stretto di Gibilterra.
Tangeri ci accoglie con molta tranquillità, la città si sta ancora svegliando, i negozi ed i caffè stanno aprendo ai clienti e noi, ancora un pò assonnati, ci gustiamo una buona colazione in un bar del Grand Socco.
Esploriamo la medina addentrandoci nelle sue colorate vie ed arrivando a Bab Al Bahr, antica porta di accesso alla Kasbah, dalla quale si può godere della vista sul porto e, con il cielo limpido, anche delle coste della Spagna.

Una volta visitata la Kasbah decidiamo di pranzare da Macondo, ristorante con cucina mediterranea, gestito da Mary, una nostra amica italiana residente in Marocco da alcuni anni. Lo consiglio vivamente sia per la cucina che è davvero ottima, ma anche per l’ambiente informale e la strepitosa vista sulla città.
Come ultima tappa della giornata scegliamo le Grotte di Ercole, impressionante formazione archeologica, nella quale, narra la leggenda, riposò Ercole durante le sue fatiche.

Il primo giorno in Marocco si conclude con una buona cena dopo tre ore di macchina per raggiungere Chefchaouen.

04 agosto: Chefchaouen – Fes

Buona parte della giornata di oggi la dedichiamo a Chefchaouen, la perla blu.
Dopo aver gustato un’abbondante colazione in uno dei tanti bar di Plaza Outa El Hamam, suggestiva piazza incorniciata dalla Kasbah e dalla Moschea, decidiamo di esplorare la Medina e scopriamo subito che il modo migliore per godersi a città è quello di perdersi nelle sue coloratissime vie.
Restiamo stregati dalle mille tonalità di blu con le quali sono state dipinte le facciate dei palazzi e dei vicoli. I negozianti sono molto gentili e per nulla insistenti, cosa molto diversa da Marrakech. Se volete acquistare souvernir o prodotti di artigianato vi consiglio di farlo a Chefchaouen.
Dopo aver girato a zonzo per un paio d’ore ci fermiamo a pranzo da Hamsa, locale molto carino che offre anche opzioni vegetariane ed una spettacolare vista sulla città.

La seconda parte della giornata è dedicata al viaggio verso Fes, dove ci ospiteranno un collega del moroso e la sua famiglia.
La strada è abbastanza scorrevole e, come per il viaggio precedente, la polizia è molto presente. Nelle quattro ore che impieghiamo per raggiungere la destinazione il paesaggio cambia spesso: riusciamo a scorgere vastissimi uliveti, un grande lago artificiale e zone con pochissima vegetazione.
Una volta arrivati a Fes nel tardo pomeriggio, i nostri amici ci portano nella Medina.
Partendo da Bab Boujloud, la porta azzurra, si snodano diversi vicoli pieni di negozi di pellame, spezie, prodotti a base di argan, gioielli e tessuti.
Purtroppo il tempo a disposizione non era tantissimo, quindi per oggi ci limitiamo ad una semplice passeggiata per le vie di Fes e concludiamo la giornata con una cena a base di carne ad una festa di quartiere.

05 agosto: Ifrane – Azrou

Oggi i nostri amici ci portano a fare una gita sul Medio Atlante.
La zona che visiteremo oggi gode di un clima molto più fresco rispetto al resto del Paese, infatti in inverno sono in funzione gli impianti sciistici.
In un paio d’ore raggiungiamo la Foresta di Cedri di Azrou, famosa per le bertucce che la abitano e per il Cèdre Gouraud, imponente albero di oltre 800 anni.
Lasciamo la macchina al termine della strada asfaltata e non ci mettiamo molto a scorgere le scimmiette. Sono molto tranquille ma non appena intravedono del cibo si fanno subito avanti, un pò come me. 🙂

A pranzo ci dirigiamo ad Ifrane, soprannominata la “Piccola Svizzera” per le case con i tetti spioventi.
Passeggiamo con tranquillità tra le casette in stile alpino, diamo tempo ai figli dei nostri amici di sfogarsi sulle giostre e nel tardo pomeriggio torniamo verso Fes.

06 agosto: Fes

Oggi, poichè siamo ospiti dai nostri amici a pranzo, ci svegliamo con calma e la mattinata la impegniamo in una passeggiata nel quartiere vicino all’appartamento.
A pranzo siamo invitati a casa loro a mangiare il couscous più buono in assoluto, preparato dalle donne della famiglia.
Nel pomeriggio andiamo finalmente a visitare Fes. Iniziamo dalle Concerie Chouara, delle quali si sente l’odore anche a distanza. Per visitarle entriamo da un negozio, dove ci forniscono anche un rametto di menta per contrastare l’odore delle pelli e delle tinture.

Dopo un giro veloce del negozio, ci dirigiamo verso il Funduq al-Najjariyyin, situato nell’omonima piazza.
Attualmente ospita il Museo delle Arti e dei Mestieri del Legno ma in passato questo edificio è stato un deposito merci per i mercanti e i visitatori di Fes.
Per raggiungerlo ci facciamo guidare tra i vicoli stretti ed il mercato delle stoffe.

Da qui ci dirigiamo verso le concerie Sidi Moussa, riuscendo ad entrare dall’ingresso degli operai e, successivamente a Bab Boujloud, la porta azzurra.
Come ultima tappa del nostro pomeriggio a Fes, andiamo alle Tombe Merinidi, dalle quali abbiamo una splendida vista su tutta la città.

07 agosto: Merzouga

La giornata di oggi è dedicata quasi completamente al viaggio verso Merzouga.
Partiamo subito dopo colazione, visto che i chilometri da percorrere sono quasi 500 e dobbiamo arrivare al luogo di ritrovo entro le 19.
Il viaggio è piacevole, le strade, come negli altri tratti percorsi in precedenza, sono controllate da polizia e gendarmerie.
A pranzo ci fermiamo in un ristorante a Midelt e ci rimettiamo subito in viaggio.
Il paesaggio intorno a noi cambia spesso e rapidamente: in un attimo passiamo da zone collinari piene di uliveti a zone aride e secche.
Dobbiamo aspettare di superare ad Al-Rashidiyya per vedere il primo, stupefacente palmeto.

Ci fermiamo per una pausa, sia per noi che per la povera macchina a noleggio che, dopo quasi 7 ore di viaggio, inizia a dare qualche segno di cedimento.
Percorriamo gli ultimi 100 chilometri nel mezzo del nulla, ai lati della strada la vegetazione è quasi completamente sparita, troviamo solo montagnette con indicazioni per baracche che vendono fossili.
Troviamo l’hotel dove lasceremo l’auto per questa notte e ci affidiamo a Mohamed che recupera i nostri bagagli e ci accompagna ai dromedari.
Consiglio per tutti: quando vi propongono un’escursione sui dromedari per raggiungere l’accampamento, chiedete la durata del percorso. Noi non lo abbiamo fatto. Ci abbiamo messo 2 ore. Ho avuto dolori per i successivi tre giorni.
Durata a parte, il viaggio sui dromedari è stata una bellissima esperienza. Eravamo solo noi due ed un’altra coppia spagnola; abbiamo girato attorno alla Grande Duna e siamo arrivati al campo tendato con solo la luna e le stelle che illuminavano il deserto.

La struttura che abbiamo scelto si chiama Desert Heart Luxury Camp e la consiglio con tutto il cuore. Abbiamo scelto di cenare lì e ci hanno servito squisiti piatti della tradizione marocchina.
Dopo cena abbiamo assistito al suggestivo spettacolo di musica e fuochi.

08 agosto: Gole del Todra e del Dades

Sotto consiglio del personale della struttura ci svegliamo poco prima delle 6 per assistere all’alba nel deserto.
E’ uno scenario davvero emozionante: siamo in pochissimi, in silenzio, a goderci il sorgere del sole ed il cambiamento dei colori della sabbia attorno a noi.

Dopo colazione ci facciamo riaccompagnare alla macchina, questa volta in jeep!
Oggi ci attendono le Gole del Todra e del Dades, ma prima di visitarle abbiamo un paio d’ore di strada.
Raggiungiamo Tinghir e ci fermiamo al ristorante Oasis Rose.
Dopo pranzo finalmente arriviamo alla prima tappa della giornata: Gole di Todra, dal nome del fiume che nel corso dei secoli le ha scavate.

E’ davvero impressionante trovarsi ai piedi di queste altissime pareti separate da pochi metri. Incuriositi dalle molte persone nel fiume, decidiamo di testare la temperatura dell’acqua. Ghiacciata ma, con la giornata calda, piacevolissima.
Risvegliati dall’acqua fresca ci rimettiamo in marcia verso la seconda tappa: le Gole del Dades.

L’ultimo tratto di strada è quasi esclusivamente composto da tornanti, ma la vista dall’alto ne vale totalmente la pena. Per avere la vista migliore sulle gole bisogna entrare nel ristorante e consumare almeno una bibita, ma dopo una giornata impegnativa sfruttiamo questa occasione per riposarci in vista delle tre ore che ci separano da Ouarzazate, dove dormiremo questa notte.

09 agosto: Ait Ben Haddou – Marrakech

Oggi il programma prevede: visita ad Ait Ben Haddou, il cui Ksar è patrimonio dell’UNESCO, e viaggio verso Marrakech.
La mattina la passiamo al villaggio fortificato, dove una guida ci mostrerà i luoghi dove hanno girato numerosi film e serie tv, tra cui Il Gladiatore e Il Trono di Spade.

Tornati alla macchina partiamo finalmente per Marrakech.
Il tragitto è molto scorrevole, l’unico punto “difficile” è qualche chilometro dopo il passo Tizi n’Tichka, in quanto i lavori lungo la strada sono molti e la strada per alcuni tratti non è asfaltata.
Pranziamo in un ristorante lungo la strada, dove ci godiamo la prima birra della vacanza e ci viene offerto il couscous dai gestori.
Arriviamo a Marrakech verso le 16, lasciamo i bagagli nel riad e ci dirigiamo verso Jemaa el-Fna passando dalle viuzze della Medina, facendo molta attenzione ai motorini che sfrecciano a gran velocità, nonostante le vie particolarmente strette e i molti pedoni.
La piazza è impressionante: piena di turisti, venditori di qualsiasi merce ed incantatori di serpenti.
Abbiamo giusto il tempo per un rapido giro perchè inizia a piovere e, stanchi dalla giornata, ci ritiriamo nel riad per la notte.

10 agosto: Marrakech

Oggi la giornata è dedicata alla città più importante del Marocco: Marrakech.
Iniziamo dal Palazzo El Bahia: uno dei palazzi più importanti dell’architettura marocchina. Composto da oltre 150 stanze che si affacciano su vari cortili e giardini, lasciano a bocca aperta le intricate decorazioni scolpite nei marmi e la qualità dei mosaici.

Seconda tappa della nostra visita sono le Tombe Saadiane, scoperte nel 1917, sono il luogo di riposo della dinastia Sa’diana.
Dopo un altro pranzo a base di couscous ci dirigiamo verso il Palazzo el Badi, imponenti rovine della costruzione edificata dal sultano Ahmed al-Mansour per commemorare la sconfitta dei portoghesi nella battaglia dei Tre Re.

Da qui prendiamo un taxi per raggiungere il Jardin Majorelle, oasi verde di Marrakech. Dopo una tranquilla passeggiata all’ombra degli alberi, torniamo in piazza Jemaa el-Fna per un giro tra le bancarelle, l’acquisto di alcuni souvernir e, devo confessarlo, una buona pizza.

11 agosto: Essaouira

Abbiamo deciso di tenere Essaouira per ultima. Ci impieghiamo poco più di 3 ore per arrivare in città.
Nel tragitto vediamo alcuni pullman turistici parcheggiati lungo il bordo della strada e, incuriositi, ci fermiamo anche noi per capire cosa ci può essere di così interessante in alcuni alberi.
Le capre arrampicatrici. Meravigliose e buffe, intente a mangiare la pianta di argan.
Una volta arrivati in città, ci dirigiamo verso la medina e i resti del Mogador, fortezza portoghese abbattuta nel 1500 per far spazio ad una impressionante distesa di cannoni.

Per pranzo scegliamo il ristorante Il Mare e ci godiamo un ottimo pasto a base di pesce fresco.
Nel pomeriggio continuiamo la scoperta della Medina, anche questa caratterizzata da vicoli stretti e pieni di negozietti di artigianato, per arrivare finalmente al porto.
Troviamo nel porto il luogo più caratteristico della città, con una quantità impressionante di barchette dipinte di azzurro ormeggiate ordinatamente all’interno.

12 agosto: Marrakech – Bergamo

Oggi è l’Eid al-Adha, la festa del sacrificio. Se, come me, siete molto impressionabili, vi sconsiglio di venire in Marocco durante questa festa.
Poichè sappiamo che buona parte delle attrazioni e delle attività sono ferme per la festività, ci prepariamo con calma e ci dirigiamo direttamente verso l’aeroporto.

Termina così il nostro viaggio alla scoperta del Marocco.
Tirando le somme su questa esperienza possiamo ritenerci totalmente soddisfatti: in 10 giorni e senza grandi aspettative, abbiamo attraversato un Paese totalmente sconosciuto, per scoprire tradizioni e culture molto lontane dalle nostre e restare sorpresi dall’incontrare le persone più ospitali possibili.
Se avessimo avuto più tempo a disposizione ci sarebbe piaciuto visitare anche Casablanca e Rabat, purtroppo esclusi dal viaggio.
Nel prossimo articolo indicherò informazioni utili per progettare e godersi al meglio un viaggio in questo meraviglioso Paese.

A presto,
Francesca

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